Stemma San Giovanni Suergiu Comune di San Giovanni Suergiu

Cenni Storici

Il territorio sangiovannese fu abitato già in era prenuragica, punica e romana, come dimostrano vari siti e reperti rinvenuti nell'area. Nel Medioevo venne fondata Villa di Palmas di Sols, appartenente alla curatoria del Sulcis del giudicato di Cagliari. Nel 1258 la villa passò sotto il controllo di Ugolino della Gherardesca, e successivamente alla sua morte fu oggetto di vari passaggi di proprietà e di contese, che insieme a vari assalti arrivati dal mare portarono il centro allo spopolamento.

Ripopolatasi progressivamente dal Settecento, nell'area della vecchia Palmas di Sols si formarono vari medau e furriadroxius, piccoli borghi che divennero il nucleo dell'originaria Palmas. Il paese nel corso degli anni continuò a espandersi, sino a diventare comune nel 1853. A pochi chilometri di distanza da Palmas intanto altri medau si stavano progressivamente unendo intorno a quello di Suergiu (all'epoca frazione di Palmas), ai piedi dell'omonimo colle. Si stava formando l'attuale centro cittadino, che mutò nome in Palmas Suergiu, dove il Re trasferì con decreto dell’11 marzo 1863 la sede del comune. Tale atto poté compiersi però concretamente solo nel 1889, anno di ultimazione del nuovo municipio.
Nella prima metà del Novecento Palmas Suergiu fu interessata a un rapido sviluppo industriale, che interruppe la monoeconomia agro pastorale sino ad allora presente. Nacquero così la centrale elettrica di Santa Caterina e gli impianti di raffinazione del carbone e di lavorazione del magnesio della SAMIS (trasferiti però a Sant'Antioco negli anni trenta). Oltre a ciò la costruzione della rete delle Ferrovie Meridionali Sarde fece della stazione di Palmas Suergiu il principale scalo ferroviario del Sulcis dell'epoca, in quanto da qui si diramavano le linee per Iglesias, per Siliqua e per Calasetta (linee poi chiuse nel 1974). Dal punto di vista agricolo l'INPS bonificò una larga fetta di territorio paludoso nella zona tra Palmas Suergiu e Palmas (divenuta frazione), stabilendovi un'importante azienda agraria. Tutti questi insediamenti produttivi portarono a un incremento della popolazione, con un flusso migratorio proveniente anche da oltre Tirreno, facilitato inoltre anche dal grande sviluppo che i vicini bacini carboniferi sulcitani stavano vivendo in quell'epoca.

Nel dopoguerra, nel 1952 al comune fu data l'attuale denominazione di San Giovanni Suergiu. L'attuale toponimo unisce il nome del patrono cittadino, a cui era intitolata l'antica chiesa di San Giovanni Battista, con quello di Suergiu, uno dei medau attorno al quale si era sviluppato il centro, che a sua volta traeva il suo nome dal vicino monte Suergiu, così chiamato per la presenza di querce da sughero sul colle in passato[5]. La costruzione dell'invaso di Monte Pranu, nella vicina Tratalias, portò nel 1962 all'abbandono dell'originaria Palmas da parte dei suoi abitanti (trasferitisi a pochi chilometri di distanza nell'omonima nuova frazione), a causa delle infiltrazioni d'acqua che dalla diga avevano minato le fondamenta delle abitazioni (successivamente demolite) di questo e di altri borghi vicini.

La progressiva crisi del settore estrattivo e industriale sulcitano costrinse a emigrare molti sangiovannesi, fenomeno in parte placato con la costruzione del polo industriale di Portovesme.